roba vecchia… giusto due anni ….giusto il tempo di postarla in un blog altro… e cancellarla come in calce promesso… giusto il tempo di con-fermarla… ora… alla vigilia di un nuovo trito ri-ciclo della suddetta … perché nulla poi cambia mentre tutto cambia (fin troppo per certi tristi personalissimi versi…) giusto il tempo di trovare “parole che non trovo per dirti cose vecchie con un vestito nuovo…” giusto per amore di silenzio contraffatto … appoggiato in un angolo… giusto per supplire ad un vuoto mestamente rimestato … così… (ah … a conferma di quel che dicevo giusto due anni fa… l’indecenza strisciante poco dopo presentò al mondo l’imperdibile marchetta denominata ” il cavaliere canta …apicella accompagna…” appunto!)

 

E rise l’infame… in-Franti… Ricci vedi… Ma sono risate fasulle… applausi registrati… standing ovation taroccate… “Striscia” la voce dell’inconsistenza… dell’indecenza… Satira e droga di regime… si aggira e raggira… i poveri scemi che siamo… Direbbe Petrolini… (come disse allo spettatore di seconda fila che continuamente lo infastidiva…) io non ce l’ho con te che sei stronzo… io ce l’ho con i due che ti stanno a fianco e non ti menano… Io non ce l’ho con lo stronzetto furbastro che è Antonio Ricci… io ce l’ho con Maria Novella Oppo che lo intervista per l’Unità e lo tratta come un geniale eccentrico profeta senza rinfacciargli la multipla faccia di culo che graziosamente ostenta. Io ce l’ho con lo zio Enzo Biagi che tra una rimasticata boutade e l’altra lo chiama “il mio geniale amico Antonio Ricci”.  Io ce l’ho con Umberto Eco che ne tesse una specie di elogio considerando acquisita un’autorevolezza da tg (?) alternativo(?) per “quel che all’ inizio era una trasmissione di solo graffiante satira”  Lui il situazionista… il provocatore… quello che destrutturando l’ufficialità pretende spietatamente mostrarci la realtà senza altro filtro che non la stessa realtà… sì…. quella televisiva… specchio fedele della realtà tutta… No… non è stupido l’amico… finge d’essere un disincantato divertito osservatore di un mondo stupido… finge di non farne parte… di non esserne in grande parte egli stesso artefice e promotore… lui… ricci di fede coi capricci…. l’eroe… il fustigatore… che se la piglia… non col padrone… ma col suo scodinzolante cagnolino… Fede-le… solleticando la stupidità diffusa infusa nella cultura diffusa ormai fusa… diffonde altra stupidità… Oh la satira degli svarioni… delle gaffes… della gran gente assopita ai convegni del nulla… Lui canagliesco il suo po’… a istigare la canea di turno… a linciare i fin troppo linciati… Lui il difensore civico-cinico che non ha riguardi se non per il suo pubblico finto… Lui l’impavido sbeffeggiatore che bene sa scegliersi i suoi impotenti nemici… che bene sa usare il fetido metodo del farabutto piagnone… Lui che mostra e dimostra l’anima sudicia del popolo bue.. .e gli solletica gli anfratti inguinali… i culi… le tette… le paroline un po’ sconce… lui che volendo esibire la patetica brama di fama dei poveri cristi coinvolge al suo putrido gioco…. già infame… le povere giovani o vecchie sceme di turno… veline… velone… Dice: è la televisione bellezza! E intanto… fingendo una fatua irrisione… alimenta il peggiore vippismo d’accatto… le mitomanie… i refusi dell’anima… le frustrazioni più idiote… il pensiero griffato… dal nulla… Lui che non conosce gerarchie… s’accompagna ai triti gerarchi… le battutine al mattino e gran leccate la sera… Lui spedisce in prigione le povere vannemarchi… i truffatori d’innocente viltà… e si fa pagare… e si vede… dal padre-madre di tutte le vanne marchi… di tutti i truffatori più biechi del mondo… Ah no… non lo risparmia il burlesqua… Oh come gli sbatte sul muso l’impertinente ciuffetto di mascarato (simpatico, no?) oh… cavaliere… oh… oh… che coraggio! che sberle! Che efferata ardimentosa ironia.! Lui che non conosce indulgenza di sorta… con un’oculatezza più che sospetta… si avventa su chi ha già perduto in partenza… Lui il grande provocatore che bene sa provocare il rigurgito di poveri diavoli per poi farsene scudo… Si dirà… ma è solo tv! Vero… ma siamo o non siamo il paese dei burlesquoni? Il paese del più trito conformismo… Il paese furbo e gaglioffo che ridendo e scherzando… ringhia d’apparenza… e poi volentieri si accuccia scodinzolando alla destra del vincitore di turno… Il paese dei maramaldi… Il paese dei gabibbi… Il paese dei… No basta così… sono stanco… E poi tra tre giorni lo cancello sto coso…

 

p.s. la foto è rubata ad un catalogo… velina ante litteram senza altri cap-ricci che la sua antica luminosa goffa sublime nuda innocenza…