Chi è stato? Io sono stato. Colpevole, dunque. D’essere (S_Re). La solitudine del buffone del Re sta nella cosa (res). L’astro generator dell’ombra. Stato nascente che intra-vede il suo morir. Il suo triste declino già s’indovina nella silente aurora? Non si dà? Non è che la sua intima smarrita dispersione? Salvati! Imperativo o ironica constatazione dei sommersi? L’anima o il culo o il cuore. L’ego? Costruzione d’infantili mattoncini colorati o fallito processo mentale d’istruzione? L’accidente è una forma di connubio temporale, temperata dal dubbio esistenziale, tra un progetto di vile compassione ed un delirio di banale umanità. Comunicazione: La Vita È Adesso. Interpretazione:un paradigma di precaria_età. Ascoltaci o signore e poi dimentica la nostra implorazione. Oh signuur? Oh pora stela! Ma salvaci, oh signore, dai nostri peccati piuttosto poco originali. Le nostre piccole pisciate disegnano (e in_segnano…) i nostri infimi ambiti territoriali (assaggi, passaggi e vagabondaggi un po’ troppo stanziali). Insegna ad im_parare. Impara ad insegnare. Ad assegnare. A rasserenarci e a rassegnarci alle nostre mancanze quotidiane. Sensi di colpa (pur consentiti…) assenti per le vie strette e impervie d’una psicologia (che) attenta (al)la parcella. Clienti, ormai, che siamo,un qualche diritto ad uno sconto reclamiamo. Siamo persone a punti per punti(di sospensione…)che diligentemente apponiamo sulle nostre tessere_fedeltà. La società massi_ficata nella immutabilità di un’oscura volontà. Ottima direzione per un pessimo finalistico traguardo. Serve una delucidazione? Il paradosso della logica asserzione: – dal momento che una cosa la si deve spiegare s’intende che non potrà mai essere compresa -. La lontananza dell’altro è incolmabile per (in)definizione dell’altro. Sono io lo straniero. La nuova frontiera è di già troppo abusata. Sono pensieri d’occasioni. Grigi tramonti. Riduzioni tramanti. Prendo cappello (che non metterò). Umiliati ed offendi. Gorgoglio e pregiudizio. Al mattino, all’insetto ogni rivolta è preclusa. Le zampettine annaspano disperate. Magnificano il cielo. Che cade.                

Chi è stato? Io sono stato. Colpevole… etc… etc…