Mostro a un amico un videoporno che in un momento di noia creativa ho realizzato. Calma. È robaccia scaricata a caso (non per caso) con EMule. Mica sono io l’eroe. Mica è mio quell’attrezzo che una discreta mestierante, senza infamia e senza lode, con la dovuta professionalità e una qualche, non vanissima, pretesa di credibilità, succhia e si ingolla fino al naturale compimento della sua, poco volontaristica, missione. Non ho alcun pregiudizio ideologico verso queste cose. Ognuno fa con&delle cose sue l’uso e l’abuso che ne vuole. Fatti salvi, ovviamente, i requisiti minimi e necessari: possesso d’una (maggiore) età della ragione , d’una qualche consapevole ragione senza torto, e d’altre comprensibili ragioni che siano determinate da un effettivo libero volere e consenziente. Che dunque non vi sia mai nessun sospetto che non trapeli, da quello a cui s’assiste, nessuna, chiara od oscura, costrizione dettata, che so, da un qualche ricatto o dal bisogno. Certo che ci si lava la coscienza; certo che ci piace pensare che sia solo quella che alcuni chiamano pura perversione, altri semplicemente gioco erotico. È, come sempre, all’altra faccia, invisibile ed oscura e profonda ed intima e presente, che ci rivolgiamo. Sacra animalità che non risponde che ai dettami di una nuda natura che per quanto la si scacci con una – più o meno veniale, più o meno sana – ipocrisia, sempre si impone secondo forme e norme che, per dirla col conte di Valmont, trascendono ogni nostro libero controllo. Siamo sostanzialmente fatti di quella disumana bestialità esclusiva e propria dell’umano. Homo Simbolicus. Che altro siamo se non quello di noi ha fatto la parola? Che altro mai – ancora – è l’erotismo se non il disperante disperato gioco di chi conosce il fine ultimo di tutte nostre vanità:il nonsenso della signora nostra morte definitiva e definita d’infinito buio? Bummm? Per dir di un vizio, scomodare il Senso Delle Cose, l’Inafferrabile ed Ineffabile Mistero o Dio magari? Non è di quel vizio. Non è di quelle cose. Ho, certo, mie personali inclinazioni che si traducono in quelle che altri può definire perversioni. Cose normali. Normalissime pulsioni. Fantasie sessuali comprese nella media, voglio dire. Niente che non si possa dire. Ma ovviamente non le dico, ché altrettanto è ovvio che la mia normalità agli occhi della tua normalità diventa ridicola e grottesca depravazione e quello che tu puoi dire di me altrettanto legittimamente io lo posso di te.

 

E non discuto nemmeno d’estetica (de gustibus…) delle sconce cose di cui sopra. Per gli stessi motivi appena detti. Quello che vedo, perlopiù, mi suscita lo schifo. Trovo abbastanza ripugnante forme e modi di cotanti soddisfatti desideri, ma credo che questo sia dovuto quasi sempre, al sovrappiù di ingannevole finzione, della mistificazione propria d’ogni mercenaria esibizione. Lo sguardo in macchina, la posizione che si deve adeguare alle riprese, l’ossessione per il particolare, gli enfatizzati ansiti, e tutto quello che allo spettacolo si deve. Per questo la pornografia è di per sé volgare ed irritante ed anche ridicola il suo po’.

E allora? Già, e allora? Vabbè… E allora ho preso quel filmato, l’ho sforbiciato il giusto, ho cercato di darne luce e colore secondo quel che mi veniva, ho tolto l’audio originale, l’ho rallentato nei suoi più topici momenti e infine, – già, infine – ho messo come sfondo musicale il " Gloria – Largo: Domine Deus, rex coelestis"   di Antonio Vivaldi (lo stesso pezzo che si può selezionare e sentire nell’aggeggio qui a lato).In qualche modo ho cercato di sintonizzare quelle sconce immagini a quella musica e a quella voce celestiale. Più sacro e profano di così si muore.

 

Ovvio che alla domanda idiota del mio amico – Ma tu ti ecciti così? – abbia risposto con un rotondo vaffanculo. Ho cercato di spiegargli, per l’ennesima volta e , temo, inutilmente, la mia visione delle cose, la mia spasmodica disposizione a cercare ossessivamente di conciliare l’inconciliabile senso con i sensi tutti; il tasso di ossimoricità di cui sono intrise tutte le cose che abbiano a che fare con la paradossale forma che ci siamo dati per comunicare: il linguaggio. Ogni forma di linguaggio (compreso quello – sic! – della protagonista del filmato). Ho cercato di dimostrargli che non tutto quello che si fa per diletto personale (lui,professione esercitata a parte, è un bravo fotografo, un bravo ortolano, un grande viaggiatore e tanto altro ancora) deve per forza eccitarci sessualmente. Anche se per vie dirette o traverse l’argomento, il tema, il soggetto, la materia, col sesso in un qualche modo ci ha a che fare ( anche se, di più, il nesso col sesso, volenti o nolenti, è un sottaciuto imperativo che qualsivoglia forma espressiva mai può tralasciare: Di quello siamo sostanzialmente fatti. È a quello che, per li rami, tutto poi discende…) mica è detto che se ne debba ricavare ,così all’impronta, un subitaneo piacere (sessuale!). Non siamo santi e credo si sia capito ma quel tipo di ossessioni le lasciamo volentieri ai preti, vescovi, cardinali e papi. Ebbene sì, lo confesso, amo il cielo stellato, le nuvole, la pioggia, tramonti e aurore, ma in quelle estasi proprio non mi si rizza.

Non so se il mio amico mi abbia ben compreso… ma vabbè… fa niente.

 

Resta da dire che quel filmato non aveva nessuna prospettiva di essere in qualche modo pubblicato. Per ovvie ragioni, certo. La mia noia creativa si rifarà in altre circostanze. Anche perché quel mio amico ha notato un piccolo particolare che a me era sfuggito: Dell’uomo, mai inquadrato (nel mio montaggio, in quello originale sì) per intero (ove se ne ricava la volontà di farne mero ed irrilevante e rozzo oggetto), per un breve istante si intravedeva il suo calzino corto e bianco. Nudo coi calzini corti e bianchi! Ecco, io sarò quel che sarò e a tutto sono rotto e non mi scandalizzo certo di quello che nella mente umana, nella sua immensa varietà d’ottimo commendevole e di pessimo e di orrido e di atroce, è pur sempre contemplato. Ma un uomo nudo col calzino e bianco e corto, no, proprio no. Certe volgarità proprio non le sopporto.

E dunque L’Opera è stata debitamente cancellata. Pluff. Eliminare filmato? Click su "sì". Non esiste più. 

 

Ps. La foto sopra è rubata dalla rivista Focus. Bella di per sé, senza nessun intento  malizioso od eccitatorio.

Poi, si sa che è lo sguardo dell’osservatore che dà il signiFICAto…