Piccolo ” gruppo di famigliain un interno ” all’indomani di un banale sconvolgimento elettorale, alla vigilia di una ossidata Festa della (alla) Liberazione (vaffaday compreso) . Segue dibattito. Un nano (Brontolo, io) raccoglie a posteriori dichiarazioni di voto, di non voto, di schede bianche e nulle ed altre variazioni su un tema già archiviato ( a loro – loro sono giovani adulti 30/40enni, figli/e di questo cinico tempo e un po’ crudele, e nostri magari, e delle sorelle nostre anche, magari – dire). Maldestro e flebile tentativo di ripensamento, magari di riposizionamento. Ovviamente patetico se non proprio ridicolo.

- Cazzo! Che futuro state regalando a vostri figli?Televisione a iosa, Play Station, un poco di razzismo travestito da (subliminalmente indotta) urgenza di sicurezza, slogan del cazzo del tipo “fatti e non parole”, “troppo lassismo”ecc. –

Segue piccata replica. Il solito catalogo di efferatezze varie spigolate qui e là dalle cronache locali di beceri giornali, ed anche vissute, certo, o estrapolate da discorsi riportati e riferiti. Soliti protagonisti, ça va sans dire, i soliti immigrati, zingari, rumeni, nigeriani e via… Il solito luogocomunismo in cui una qualche fondatezza, pure, è facile trovarla…ma che…

- Per dire, -dice la Dany- sai quell’incidente dell’altro giorno, due marocchini morti schiantati contro un platano la mattina presto mentre si recavano al lavoro? Sai certi commenti da insospettabili e rispettabili persone, tipo: solo due? tipo: è comunque un buon inizio. Sai quanto è diffuso e condiviso questo senso comune? -

 

Certo che lo so. Certo che ai casi tipici che vai enumerando circa la sopportazione di noi tutti riguardo ad una ordinaria quotidianità, se ne possono aggiungere quanti e quali vuoi. Conosco. So. È un argomento che riempie un vuoto di coscienza. D’una coscienza che ha smarrito FedeSperanzaeCarità. (Voce fuori campo: Questo è il machiavello teorico-retorico d’uno smarrito nichilista, cui, messo alle strette, ricorro spesso, un po’- laicamente – credendoci, un poco no… ). È che seguendo l’andazzo tipico della modernità desunta da qualche maître à penser a mediatico deleterio impatto, stiamo pedantemente eseguendo il compitino assegnatoci: basta con questa ipocrita retorica formale che ci rende schiavi di un buonismo benpensante di maniera; e facciamola finita con tutti questi freni inibitori che tendono a fare di noi maschere vuote senza identità. Ci si aggiunga l’anima popolare, un qualche radicamento territoriale, un qualche dichiarato orgoglio per la nostra Cultura superiore ed è fatta. Senza sapere il perché né come eccoci trasformati in quello che nel profondo siamo sempre stati: dei perfetti stronzi. Leghisti? Magari un tantino fasci? Razzisti? Qualunquisti? Forcaioli? Beh? E che sarà mai? Sintonizzati col mondo, certo. Credendo di seguire un originale filo logico non conformato al vecchiume ammuffito di una bolsa retorica ormai fuori tempo e luogo. Seguendo il flusso dell’antipolitica, anticasta, antitutto, che comunque, come i jeans, vanno su tutto…

Quello che resta sospeso in queste scorribande nel pensiero trito io insisto a cercarlo negli occhi dei vostri figli. I bambini ci guardano ( e ci ascoltano). State indicando loro un mondo in sfacelo. State mostrando loro un tempo senza rimedio. State insegnando loro l’implicita banalità del male compresa nella asfittica banalità del bene. State consegnando loro le armi per l’inevitabile battaglia prossima futura che li troverà, siatene certi, senz’altro e comunque perdenti. Sicuri? Sicuri non sia questa una complicatissima questione che va affrontata con intelligenza di mente e di cuore? Sicuri che affidandovi alla, ben che vada, indistinta indifferenza, mal che vada, a questi portatori insani di uno sconcio scorciato pensiero da osteria, ne usciremo? “Due marocchini in meno? È un buon inizio!” ? . È questo che si vuole? Magari castrazione dei pedofili. Pronto linciaggio del pirata della strada. Tortura per i terroristi islamici. Squartamento per gli assassini più spietati ( stranieri o italici, va bene, ché non si dica poi che siamo razzisti). Taglio della mano per i ladri. Pubblica gogna per i malversatori. Forza Etna. Roma ladrona. Meglio un morto in casa che un marchigiano/pisano/veneto sulla porta. Padroni a casa nostra. Turineis fals e courteis. Vicentini magnagatti. Brigate rossonere. Ultras. Devi morireeee! Negro buuuuu…

 

Insomma, tutto resta e se ne va tra il detto e il solo pensato. Ognuno rimane prigioniero dei suoi schemini scemi nel suo, più o meno miserabile, fortino fatto di troppe certezze e di troppi dubbi. Sta di fatto che lo zio (l’ozio,io) non convincerà mai nessuna Dany (negozio) né altra discendenza. Non che sia cattivo il mondo. È la mia deficitaria autorevolezza che da sempre non…

 

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Leggo su ” L’espresso ” un’intervista di Nello Ajello a Monsignor Ravasi:

 

Non ha la sensazione , Monsignore, che nella società contemporanea si siano molto attenuati sia l’ateismo “gridato” chel’anticlericalismo vecchio stile?

«Ciò che è entrato in crisi è l’ateismo “alto”. A sostituirlo interviene una forma di sarcasmo, di sberleffo, di critica fondamentalista. Ma esiste anche una nuova forma di ateismo impalpabile, molto più pericoloso anche culturalmente. È fatto d’indifferenza, banalità, qualunquismo. Ricordo che una sera, passeggiando sul Lungarno a Firenze con il poeta Mario Luzi, egli mi fece notare che dalla finestra di ogni casa si vedeva spuntare il rettangolo azzurrognolo della tivù. “Tante persone”, mi disse, “sono davanti al televisore con le mani alzate in segno di resa o di adorazione”. “È un idolo? Un Moloch?”, ci chiedemmo. Per concludere: ecco la guida che la società assegna alla gente, orientandola sulle mode e i modi di vivere, non sul senso vero dell’esistenza. Cadono le grandi domande. E quale funzione hanno le religioni se non quella di risuscitarle?»

 

Ecco. A parte il rimpianto per l’ateismo alto,a cui si potrebbe contrapporre ( al rimpianto) la bassa religiosità che il Monsignore più avanti cita ( « È una religiosità che non artiglia la coscienza, che non si pone le scelte fondamentali. È una religione “à la carte”: ognuno prende ciò che gli serve » ), quello che il recente e triste risultato elettorale conferma è il dominio di quel rettangolo azzurrognolo, quell’idolo, quel Moloch.Quella roba che quel poveraccio ridens, che povera gente ha eletto a suo degno rappresentante, diffonde per l’etere e trasforma in senso comune: « Due operai marocchini morti in uno schianto contro un platano mentre, alla mattina presto, si recano al lavoro, sono un buon inizio

 

E un pessimo indizio.