Il Dio junghiano è la metafora che  cade dal cielo e assume il tanfo o il profumo di nostra terra e terrena. È il segno del tempo che si fa verbo.  È lo spicciolo ( serendipico e gioioso ed armonioso o crudo tagliente e crudele ) avvenimento che si proclama e si acclama da sé.  È l’intima semantica  d’una, altrimenti sfuggente, rivelata realtà. Una delirante ucronia che si fa beffa della condivisa ragione e si fa singolare sincronia. È la possibile volontà che si manifesta nel caso. È l’improbabile necessità. È il Segno che si appalesa in Disegno del Fato. È il grido sommesso dell’Altro d’Altrove che si impone sul senso del nostro  localizzato e  ben determinato presente ( di tempo e di luogo).

 

22/11/2008: A Rivoli ( rivoli di omessa realtà, di lacrime e sangue…) crolla il soffitto del  liceo  scientifico "Darwin" ( evoluzione di specie…)  e uccide uno studente e ne ferisce altri sedici. Cedimento strutturale. Trascurata manutenzione. Risparmio di risorse. Tagli alla spesa superflua. Provvedimenti governativi.

 

Chi voglia leggervi Segni, anche senza credere ( come io non credo) ad alcuna forma di Provvidenza o di Intelligente Disegno o altra Deità , è autorizzato a farlo.

Forse dovrebbe farlo.