Comunque sia, godo che è un piacere. Lo so, lo so che il piacere è (sarà) breve, la fatica tanta e la posizione ridicola. Fa niente. Lo so che la mia è una temporanea infatuazione e che la tua, sotto un’apparenza di indomabile passione, si rifà, più che ad una convinta consapevolezza (tu chiamala se vuoi coscienza), alla sostanza di cui son fatti i sogni. Sì, certo, i sogni. Che il tuo sia uno stato (Stato?) onirico inconsciamente (eh beh) portato a farti credere che le cose accadano veramente al di là delle inaffidabili sensazioni che la caotica riorganizzazione ( fase REM) delle sinapsi comporta. So che, in realtà, io e il mio godere non siamo che il frutto di una grandissima illusione; di quella sorta di illusioni che, nelle menti deboli e disarmate e smarrite e sole, generano i normali sommovimenti della vita. Facilissimo passare, così, naturaliter, dal panico alle facili esaltazioni, perduti come siamo nelle terribili tempeste del nulla che ci sovrasta e che tutto fagocita. Non sono (forse) un santo e (certamente) nemmeno tu sei una santa. Nonostante tutto quel benedire, non lo sei. Inutile nasconderti quanto e quante volte ti ho francamente odiata. Per la tua boria, per le tue (in)discutibili puttanate, per essere portatrice di tantissimo del nuovo mirabile che rende migliore questo mio (?) miserabile mondo e al contempo dimostrare, nella tua anima profonda, d’essere tanto sentimentalmente stupida e cinica e stronza. Ti ho odiata per le speranze ( senza, lo ammetto, aver mai creduto né a te né in te) che con te ho viste naufragate nel mare del più vieto conformismo…

Comunque sia, godo. Inebriato dalle tue sapienti mosse. Godo abbandonato ed aggrappato al (tuo/mio – mio? – ) sogno mai sognato. Godo delle parole, della retorica dei ( finalmente – forse falsi -) buoni sentimenti. Godo. Stupidamente godo del tuo godere ( che sicuramente non lo devi a me). Godo del movimento, dell’aria nuova che si porta il vento, godo del profumo dolce del tuo acerbo momento. Godo l’immagine che non sarà. Godo del suono che non si ascolterà. Godo…

continua…